Se è possibile convincere le persone ad acquistare di più, allora è anche possibile convincerle ad acquistare meglio, contrastando l’incoscienza consumista. La pressione competitiva del mercato ha obbligato il marketing a stimolare crescenti esigenze, talvolta inutili o, addirittura, dannose. Per centrare il successo sostenibile, necessario per affrontare e risolvere le fragilità delle attività produttive, trasformando la vulnerabilità in resilienza.
il Report evidenza, con una compiuta indagine consumatori-imprese, che non basta leggere il Bilancio di Sostenibilità (sempre lungo e tendenzialmente autoreferenziale) per inquadrare la realtà di un’impresa. Il consumatore vuole conoscere i fatti, parte integrante dei prodotti/servizi.
I temi centrali
- Perché i Bilanci di Sostenibilità sono sempre meno letti dal pubblico?
- Come possiamo innovare le strategie di marketing in modo funzionale agli obbiettivi di sviluppo sostenibile?
- Quali sono le attività che concorrono con efficacia alla reputazione di un’impresa impresa che vuole dimostrarsi sostenibile?
- Cosa può fare un’impresa per comunicare il suo impegno in modo da interessare e coinvolgere i consumatori?
- Cosa può fare, ciascuno come goccia del mare, per potenziare davvero la partecipazione allo sviluppo sostenibile?
- Cosa possiamo chiedere al marketing e alla comunicazione affinché rinuncino all’obiettivo primario di spingere i consumi a tutti i costi?
- È vero che la realtà intima della società non è interpretata e meno ancora riconosciuta dal marketing e dalla comunicazione che vogliono imporre i propri meccanismi sempre più improntati ai bias cognitivi?
- C’è una nuova psicologia collettiva conseguente all’innovazione tecnologica, alla concentrazione del potere economico-finanziario, alla realtà instabile, imprevedibile e mutevole a grande velocità?
- Qual è la diffusione della cultura della sostenibilità nel 2025?
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