Alce Nero è una realtà italiana nel settore dell’alimentazione biologica. Fondata nel 1978 nelle Marche dall’iniziativa pionieristica di agricoltori e apicoltori l’azienda è nata prima ancora che esistesse una legge europea a regolamentare il biologico.

Oggi la sua sede principale è a Castel San Pietro Terme (Bologna). Dal punto di vista societario, non è una semplice azienda ma una società per azioni partecipata dai produttori stessi. Alce Nero riunisce oltre 1.000 agricoltori e apicoltori in Italia e circa 14.000 piccole imprese familiari in Centro e Sud America (tramite il commercio equosolidale).

La sostenibilità di Alce Nero è l’asse portante dell’intero modello di business fin dalle origini. L’azienda segue un approccio olistico che integra la tutela ambientale, l’equità sociale e la trasparenza economica, i cui dettagli vengono regolarmente documentati nel loro Bilancio di Sostenibilità

L’azienda pratica un’agricoltura che esclude la chimica di sintesi (pesticidi, diserbanti ed erbicidi), puntando a preservare la fertilità della terra, tutelare la biodiversità e proteggere gli impollinatori come le api. Segue la rotazione delle culture, preserva la biodiversità naturale dei terreni e tutela gli insetti impollinatori attraverso una stretta cooperazione con il Consorzio Nazionale Apicoltori (CONAPI).

Ogni produttore è considerato un custode del proprio territorio. La filiera è integrata e corta, volta a garantire la sostenibilità economica delle aziende agricole e il rispetto di chi lavora la terra.

I prodotti utilizzano “ricette corte” prive di additivi, conservanti o olio di palma.

Riduce al minimo gli sprechi di risorse lungo l’intera filiera produttiva.

Attraverso progetti scientifici avanzati di Bio-economia Circolare. Alce Nero collabora con istituti di ricerca per studiare come valorizzare i sottoprodotti e gli scarti delle lavorazioni agroindustriali (ad esempio bucce, semi o scarti di molitura), trasformandoli in nuove risorse o imballaggi green.

Riconosce il giusto valore economico a chi lavora la terra, contrastando il caporalato e lo sfruttamento agricolo.

La filiera italiana è strettamente controllata e cooperativa. Per i prodotti che non possono essere coltivati in Italia (come cacao, caffè e zucchero di canna), l’azienda collabora con Fairtrade e con la rete Cooperativas Sin Fronteras, garantendo prezzi minimi d’acquisto stabili e investimenti nelle comunità locali del Sud del mondo. Collabora stabilmente anche con il consorzio Libera Terra per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie,

Riduce l’impatto ambientale delle confezioni dei prodotti immessi sul mercato.

Utilizza materiali riciclabili, riduce lo spessore della plastica ove non eliminabile e impiega carta certificata FSC (proveniente da foreste gestite responsabilmente). L’obiettivo aziendale prevede la costante transizione verso materiali bioplastici o compostabili derivanti dalle stesse filiere agricole.

L’azienda si impegna a non snaturare gli alimenti, proponendo prodotti la cui qualità va oltre la certificazione biologica e abbraccia l’eccellenza organolettica, in stretta collaborazione con sostenitori come Slow Food Italia.

La provenienza delle materie prime di Alce Nero riflette fedelmente il suo modello di filiera integrata, basato sulla valorizzazione delle zone agricole più vocate. Le coltivazioni sono suddivise tra i territori italiani e le aree del commercio equo e solidale internazionale.

L’azienda mappa geograficamente le produzioni per garantire che ogni pianta cresca nel suo habitat ideale:

– Pomodoro: Proviene da aziende agricole situate nelle province di Ferrara e Ravenna, nel cuore del Delta del Po, un’area storicamente fertile e vocata a questa coltivazione.

– Grano Duro e Tenero: Coltivato prevalentemente in Puglia, Basilicata, Calabria ed Emilia. Tra le varietà spicca lo storico grano Senatore Cappelli. La pasta viene poi prodotta nello storico stabilimento del Pastificio Felicetti a Predazzo, in Trentino.

– Olio Extra Vergine di Oliva: Prodotto in Puglia, in particolare nella zona di Bitonto (Bari), grazie alla collaborazione con il gruppo di olivicoltori Finoliva.

– Miele: Raccolto dagli apicoltori del consorzio Conapi diffusi su tutto il territorio nazionale, seguendo le fioriture stagionali delle diverse regioni.

– Riso: Coltivato principalmente nelle storiche risaie della Pianura Padana, tra Piemonte e Lombardia.

Per i prodotti che non possono essere coltivati in Italia a causa del clima, Alce Nero si affida a partner storici in Centro e Sud America.

– Cacao: Coltivato da piccole farniglie di agricoltori in America Latina e lavorato in uno stabilimento specializzato in Svizzera.

– Zucchero di canna: Proviene principalmente dal Perù, dove viene coltivato e subisce la prima lavorazione grezza.

– Caffè e Banane: Coltivati in regime biologico e di commercio equo e solidale da cooperative attive nei paesi della fascia tropicale ed equatoriale. [1]

Tutte queste materie prime godono di una tracciabilità certificata ISO 22005 lungo l’intera filiera, dal campo alla tavola.