Banca d’Alba nasce nell’ottobre 1998 dalla fusione di tre Casse Rurali e Artigiane fondate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: la Cassa di Diano d’Alba (1895), quella di Vezza d’Alba (1899) e quella di Gallo di Grinzane Cavour (1900). Le tre realtà, radicate nello stesso territorio, avevano già avviato accordi per uno sviluppo coordinato, concepito fin dall’origine come progetto di gruppo bancario unitario piuttosto che come espansione parallela di istituti separati.

Le Casse Rurali nascono storicamente come strumento di contrasto all’usura e si sviluppano come banche di territorio, orientate alla relazione con le comunità locali e alla restituzione delle risorse raccolte nei luoghi stessi in cui vengono generate. Nel 1994, prima ancora della fusione, la Banca aveva già costituito la Fondazione Banca d’Alba ETS, dedicata al benessere dei soci e della popolazione locale, con attività in ambito socio-sanitario, di sensibilizzazione e prevenzione, in collaborazione con istituzioni pubbliche e private.

La tutela ambientale è dichiarata come area strategica. L’impegno si articola su due livelli: sensibilizzazione degli stakeholder attraverso iniziative sul territorio, e offerta di prodotti finanziari che integrano criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nei processi di investimento.

Le attività sociali comprendono iniziative formative, culturali e socio-sanitarie orientate a sostenere stili di vita responsabili, inclusivi e sostenibili. La Fondazione Banca d’Alba ETS costituisce il braccio operativo principale in questo ambito. L’appartenenza al sistema del Credito Cooperativo vincola la banca al principio mutualistico: l’obiettivo dichiarato è contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali, con attenzione specifica al benessere di clienti e soci.

La struttura di governance ESG prevede due figure dedicate: un Comitato Sostenibilità, con funzione consultiva e propositiva verso il Consiglio di Amministrazione, e un ESG Ambassador, responsabile del coordinamento interno delle tematiche ESG. Sul piano delle risorse umane, la banca dichiara i propri dipendenti come asset primario, con attenzione allo sviluppo professionale e alla parità di opportunità. Il quadro valoriale di riferimento è la Carta dei Valori del Credito Cooperativo, integrata con gli obiettivi dell’Agenda 2030.