Fondato nel 1977 come Consorzio Casalasco del Pomodoro, il Gruppo Casalasco è oggi una realtà agro-industriale integrata tra le più rappresentative della filiera del pomodoro trasformato in Italia. Il percorso di crescita — dal primo stabilimento realizzato a Rivarolo del Re (CR) nel 1982 fino alla fondazione del Consorzio Interregionale Ortofrutticoli Parma nel 2000 — riflette una vocazione cooperativa radicata nel territorio padano e proiettata sui mercati internazionali come espressione del Made in Italy agroalimentare.

La sostenibilità è per il Gruppo Casalasco una dimensione produttiva prima ancora che comunicativa, intrecciata con la ricerca agronomica e tecnologica e con il modello cooperativo che ne è alla base.

Sul piano ambientale, il Consorzio Casalasco del Pomodoro sviluppa — in collaborazione con università e istituti di ricerca — modelli di coltivazione innovativi orientati a tre obiettivi distinti e misurabili. Il primo riguarda la resilienza ecosistemica: la selezione di varietà più adattive ai cambiamenti climatici e l’adozione di pratiche volte ad aumentare la fertilità del suolo. Il secondo riguarda la riduzione dei fitofarmaci di sintesi: attraverso la produzione integrata abbinata a sistemi di monitoraggio su larga scala dei principali patogeni. Il terzo riguarda l’efficienza idrica: l’irrigazione di precisione e la fertirrigazione, guidate da sonde di umidità del terreno, consentono un uso della risorsa idrica più sostenibile ed esente da sprechi.

Sul piano sociale, il modello cooperativo garantisce che la crescita del Gruppo generi valore direttamente per gli agricoltori soci, supportandoli nell’adozione di pratiche all’avanguardia e rafforzandone la competitività nel lungo periodo. La filiera integrata — dalla coltivazione alla trasformazione — mantiene al centro la figura del produttore agricolo come attore strategico, non come fornitore intercambiabile.

Sul piano della governance, l’investimento continuativo in ricerca e innovazione — condotto in partnership con istituzioni accademiche e scientifiche — configura un modello decisionale fondato su dati, sperimentazione e trasferimento di conoscenza verso la base cooperativa, coniugando efficienza economica e responsabilità ambientale.