Fondata nel 1942 a Morbegno, in Valtellina, da Silvio Agostoni, ICAM (Industria Cioccolato e Affini Morbegno) è oggi uno dei principali produttori italiani di cioccolato di alta qualità, con sussidiarie commerciali in Uganda, Stati Uniti e Regno Unito. Tra le innovazioni storiche dell’azienda figura la pressa orizzontale Carle&Montanari per l’estrazione del burro dalle fave di cacao che divenne nel tempo uno standard mondiale di settore. Dal 2014, il brand premium Vanini rappresenta l’eccellenza della proposta ICAM, con cacao di origine selezionati in aree parzialmente inesplorate come l’Amazzonia peruviana e l’Uganda. L’impianto produttivo di Orsenigo è completamente automatizzato e consente la tracciabilità integrale di ogni processo, dalla fava di cacao alla tavoletta finita, attraverso il software Simatic PCS7 di Siemens.
ICAM pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità dal 2019 e ha formalizzato la governance ESG nel 2021 con la costituzione di un team dedicato, cui si affianca dal 2022 la figura del Chief Sustainability Officer, responsabile del coordinamento inter-funzionale tra obiettivi di business e obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale.
Sul piano ambientale, l’impegno si articola su più livelli. Per contrastare l’inquinamento da plastica monouso, ICAM ha sviluppato il Flowpack — una soluzione di packaging biodegradabile e compostabile realizzata interamente con materiali bio-waste, dagli inchiostri alla carta fino ai rivestimenti — che garantisce contestualmente sicurezza alimentare e conservazione organolettica. Nei centri di fermentazione ed essiccazione ugandesi, la progettazione è orientata alla minimizzazione del consumo energetico: l’essiccazione avviene tramite pannelli in policarbonato trasparente, senza essiccatori artificiali, con l’uso del generatore a benzina limitato ai soli casi di blackout di rete. Sul fronte della biodiversità, ICAM adotta sistemi agroforestali complessi nei territori di coltivazione — affiancando alle piante di cacao banani, palme da cocco e altre piante da frutto — favorendo l’arricchimento del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e un maggiore assorbimento di CO₂.
Sul piano sociale e della responsabilità di filiera, ICAM esercita un monitoraggio diretto delle cooperative partner — con cui collabora da decenni — per verificare che le pratiche di coltivazione avvengano nel pieno rispetto dei diritti umani e degli ecosistemi locali. L’azienda riconosce esplicitamente la vulnerabilità dei coltivatori, inclusi i minorenni, e si impegna a contribuire positivamente allo sviluppo socio-economico delle comunità in cui è presente, attraverso il dialogo continuativo e il sostegno alla qualità della vita locale. Internamente, promuove la conciliazione tra vita privata e lavorativa attraverso contratti part-time e orari flessibili con turnazione a ciclo continuo, sostenendo un cambiamento culturale sui ruoli di genere nel lavoro e nella società.
Sul piano della governance, il sistema di certificazioni — reso possibile dalla tracciabilità digitale integrale — e la struttura dedicata alla sostenibilità configurano un modello in cui etica e innovazione sono, nelle parole dell’azienda stessa, valori non solo culturali ma anche economici.