Lavoriamo per promuovere la cultura della Sostenibilità
COSMOS.X, IL CERCHIO MAGICO DELL’AZIENDA
Il marketing del futuro ha un obiettivo essenziale, essere funzionale agli obiettivi di sviluppo sostenibile, promuovendo scelte di consumo responsabili. La condivisione organizzata dei close consumer, i più affezionati e fedeli dell’impresa, è un sistema efficace per cogliere questo obiettivo.
La condivisione organizzata si chiama COSMOS.X, Community Social Media Observatory.
Si tratta di una comunità circoscritta, collegata a un brand specifico, composta da consumatori indipendenti che promuovono, partecipano e anche difendono l’affermazione di un brand in cui credono. Fan, testimonial che condividono esperienze, propongono miglioramenti, sperimentano novità con l’azienda.
Non si tratta di un’associazione di consumatori captive, fantoccio ed etero guidata; è un comitato di clienti abituali, soddisfatti, chiamati anche ambasciatori o angeli.
Le aziende più aperte ai clienti avranno un proprio COSMOS con proprio un numero al posto della X e faranno rete per consolidare la presenza nel mercato con una matrice comune.
ORGANIZZAZIONE
ConsumerLab individua nella sua numerosa comunità costruita negli anni, unitamente ai close consumer trasmessi dall’azienda, le basi utili per avviare il COSMOS. D’intesa con l’azienda ConsumerLab e Future Respect organizzano la comunità su principi base: interazione bidirezionale, proposta e ascolto; trasparenza nella comunicazione e autenticità dei contenuti; coerenza tra ciò che dice il brand e ciò che fa; soprattutto alfieri dello sviluppo sostenibile.
Il COSMOS è come una piccola media company amatoriale, con regole di comportamento chiare e puntuali, che rappresenta il mondo del consumatore tipico, auspicato dell’azienda, con l’obiettivo di coglierne al meglio il sentiment e l’evoluzione. Garante della reputazione aziendale rappresenta un sensore autentico e diretto nel mercato, punto di riferimento per altri potenziali close consumer.
I componenti interagiscono al loro interno ed esprimono direttamente pareri univoci all’impresa o per l’impresa approfondiscono specifiche argomentazioni mantenendo assoluta riservatezza sulle conclusioni. Il responsabile del COSMOS è il portavoce escluisvo della comunità.
Il COSMOS può assumere una dimensione di content influencer/ marketing creator, in stretta strategia condivisa con l’impresa; emotivamente coinvolti, cementati da solida fiducia reciproca, i close consumer raccontano storie vissute, comprese eventuali criticità risolte. Eventualmente, una volta consolidata, potrà gestire un canale social, guidato dal referente in sintonia con l’azienda.
LA CREDIBILITA’
Il COSMOS risulta credibile nel mercato, proprio grazie alla propria essenziale autonomia e indipendenza; anche affidabile per la genuinità dei partecipanti e per le regole di comportamento ed espressione adottate; rappresenta un ponte di garanzia per chi desidera aderire, in quanto realmente interessato ai prodotti del brand.
Il servizio clienti, il CRM dell’azienda, non è più solo un ricettacolo di reclami, ma diventa una fonte creativa dal basso, alimentata da chi utilizza il prodotto, lo vive, lo conosce e può suggerire come perfezionarlo e migliorarlo. L’identità e il valore del brand non possono che trarne beneficio. La comunicazione terza può persuadere meglio della persuasione furba del marketing tradizionale.
L’ASSE PORTANTE
L’asse portante di ogni COSMOS è l’impegno concreto per lo sviluppo sostenibile: mette in evidenza gli sforzi compiuti e gli asset conquistati per perseguirlo. Garantire un futuro per tutti diventa così il senso profondo di ogni acquisto e di ogni esperienza.
Dall’ecodesign al rispetto per dipendenti e fornitori, dal controllo degli sprechi a quello delle emissioni, dall’interazione con il Terzo Settore alla partecipazione all’economia locale.
I COSMOS sono promossi da ConsumerLab in collaborazione con Future Respect, che ne definisce le regole comuni, il codice etico e i sistemi integrati di promozione; concorda inoltre con l’azienda i benefici riservati ai close consumer componenti.
MIND.X PER EVOLVERE LE STRAEGIE DI MARKETING
Alla luce dei recenti sviluppi della psicologia cognitiva e sociale è possibile misurare in maniera innovativa gli effetti concreti generati dal sistema intuitivo basato sull’istinto, artefice segreto di molte scelte e molti giudizi sulle dinamiche del mercato, utile in particolare al perfezionamento dell’interazione tra consumatori, impresa e mercato.
Sulla base delle esperienze di questa inchiesta MIND.X ha definito un metodo innovativo per svelare i segreti che influenzano il processo decisionale e le scelte di acquisto del pubblico nel terzo millennio; utile anche per agevolare le condivisioni e favorire le adesioni, attraverso la persuasione gentile della comunicazione intelligente; consente una originale chiave di lettura delle modalità d’interazione tra consumatori, impresa e mercato.
Diversi fenomeni psicologici si possono dimostrare sperimentalmente, ma pochissimi si possono davvero misurare. MIND.X non è un’analisi psicologica, ma una valutazione strutturale e quantitativa, utile alle strategie di comunicazione e marketing, per rivedere e adeguare i metodi di informazione al pubblico in maniera funzionale allo sviluppo sostenibile.
MIND.X CON LA SOSTENIBILITÀ
In un mondo sempre più difficile da comprendere, segnato da trend imprevedibili e tempi frenetici, diventa fondamentale monitorare non solo i comportamenti dei consumatori, ma anche quelli di imprese, settori e comunità. È essenziale individuare il peso dei bias cognitivi che ostacolano l’efficacia delle profilazioni e la ragione delle reali motivazioni. Per questo, è strategico definire sistemi di analisi per valutare con maggiore precisione l’influenza effettiva dei bias su scelte e giudizi. Si tratta di un approccio innovativo all’analisi del mercato, pensato per servire meglio l’individuo come attore dell’economia, piuttosto che lasciare che l’economia governi l’individuo.
Del resto, molti eventi della cronaca e della storia sono stati influenzati, se non deviati, dai bias cognitivi dei decisori. E questa tendenza, in un’epoca di incertezza e ignoranza diffusa sulla realtà, sembra destinata a crescere.
L’impostazione
MIND.X ha un’impostazione esclusivamente statistica: valuta in termini quantitativi quanto i bias cognitivi incidano sulle decisioni e sulle scelte dei consumatori, sia in relazione alle tipologie di beni che per specifiche aziende; valuta la funzionalità del marketing nei riguardi dello sviluppo sostenibile. I dati raccolti offrono risposte puntuali, mappano vincoli e strutturano intuizioni, con l’obiettivo di prevenire gli effetti distorsivi e disinnescare le illusioni percettive. Questo significa anticipare gli effetti negativi delle strategie di marketing non sostenibili o macchiate dai ben noti incantesimi, costruendo indicatori di frequenza e rilevanza capaci di evidenziare quegli elementi che disorientano, turbano e ostacolano valutazioni corrette, decisioni consapevoli e scelte positive da parte dei consumatori.
Potenziare le strategie di marketing
La psicologia del consumo fornisce al marketing strumenti efficaci e preziosi per rafforzare la distintività e la competitività. Si tratta di comprendere i processi mentali, naturali o acquisiti, che guidano sia le decisioni d’acquisto sia la preferenza verso un brand, elemento chiave per costruire relazioni solide e durature. Si tratta di metterli a sistema e aggiornarli con l’esperienza quotidiana.
MIND.X consente di trarre conclusioni più pratiche che scientifiche, meno filosofiche e più tangibili; il marketing ha la possibilità di rilevare informazioni precise superando l’apparente e svelando il sottostante che il consumatore potrebbe anche non conoscere, pur essendone attore.
In conclusione, MIND.X partecipa a rendere il marketing del futuro (immediato), concretamente funzionale allo sviluppo sostenibile, percorrendo vie nuove.
Ad ogni azienda il suo MIND.X, un archivio di informazioni con cui classifica l’esperienza tipo che ottimizza la conoscenza del cliente, proiettata su clienti potenziali; uno strumento che apre nuove modalità di conoscere e capire, di farsi conoscere e capire. X sta per il nome dell’azienda monitorata.
ESG PLANNER PMI, PER OTTIMIZZARE L’EFFICACIA DELLA PROMOZIONE
Il Sistema ESG PLANNER PMI, realizzato in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico
sulla Sostenibilità di Università Sapienza, consente la redazione e la validazione di RdS – Report di Sostenibilità: flessibile e intuitivo favorisce, in maniera essenziale, l’adozione dei criteri per il rispetto dei valori ambientali, sociali e di condotta (ESG), secondo gli standard volontari riservati alle PMI (VSME-ESRS).
ESG PLANNER PMI rappresenta una soluzione pratica, concreta e semplice che permette di selezionare le informazioni più efficaci per rendicontare il percorso di sostenibilità; per impostare e realizzare un Report o per rimodularlo secondo una essenziale ottimizzazione, conforme alla realtà dell’azienda. Ogni PMI deve poter gestire in autonomia la raccolta e la programmazione degli adempimenti, aggiornandoli in modo proporzionato alla propria dimensione e tipologia. Per questo, è necessario un sistema che le accompagni nell’attuazione di tali adempimenti, nell’aggiornamento normativo e, soprattutto, nella creazione di una mappa che rinnovi in modo trasversale la struttura aziendale, rafforzando un’identità chiara.
Questo stesso sistema è fondamentale anche per aggiornare, verificare e formare le filiere produttive, rendendole più coerenti, consapevoli e allineate ai valori della sostenibilità e della competitività.
Opratività
Il Sistema ESG PLANNER PMI si avvale di un data base costruito con i RdS più ricorrenti, per tipo e dimensione, estratti, con l’ausilio dell’AI, dall’archivio proprietario di oltre 7.000 RdS già pubblicati; l’archivio è aggiornato costantemente, unitamente alle normative e ai trend di mercato, i casi di successo e le migliori pratiche.
Il Sistema ESG PLANNER PMI rende disponibili contenuti, utili a semplificare e agevolare la rendicontazione, selezionati per efficacia comunicativa e sintesi narrativa, mantenendo l’obiettivo di evitare autoferenzialità, prolissità, astrazione, luoghi comuni e stereotipi.
Ogni PMI ha la possibilità di proporsi, in maniera graduale e proporzionata, con un proprio RdS, utilizzando lo schema più adatto tra quelli disponibili; poi progredire, riducendo in maniera concreta tempi e costi. Importante sottolineare che ogni schema si raccorda con i principali dati del bilancio economico finanziario, definendo una proposta consolidata.
Ottenere risultati efficaci
Il Sistema ESG PLANNER PMI propone anche uno modello personalizzato per un’incisiva strategia di marketing e comunicazione, per organizzare la promozione multicanale in maniera comprensibile, pertinente, verificabile, comparabile.
Il modello personalizzato è anche esperto delle migliori esperienze di mercato: contenuti pratici e reali, fatti e numeri, storie e successi.
Il Report, opportunamente preparato, può essere convertito in podcast per creare la massima accoglienza del pubblico, oggi più invogliato ad ascoltare che a leggere, per praticità e leggerezza.
Il podcast, sintesi armonizzata del Report, completa la multicanalità in maniera straordinaria.
Contenuti del Report
ESG PLAN PMI è strutturato per ottimizzare l’efficacia della promozione proponendo contenuti che favoriscono l’estrazione più adatta di dati e informazioni.
Breve descrizione dell’impresa, la storia con la visione e la missione, prodotti, attività, mercato;
indicazioni su come previene e gestisce i principali rischi e i relativi eventuali impatti negativi che l’attività può avere al suo interno come al suo esterno; trasparenza nella comunicazione, nell’interazione con gli stakeholder; rispetto delle regole e dei diritti generali, con particolare attenzione a quelli dei consumatori e delle fasce deboli della popolazione.
Insomma, la conformità ai noti requisiti ESG.
STORIE D’IMPRESE SOSTENIBILI CHE FANNO LA STORIA
Chi può raccontare la propria storia dispone di uno strumento di comunicazione che mette in luce i risultati, artefici dei valori concreti dell’heritage d’impresa, creando condivisione e rispetto nel grande pubblico, senza il peso di una inutile retorica.
Ci siamo impegnati nella trasformazione sostenibile! Ma chi lo sa? Quale tipo di comunicazione utilizzare per avere un ritorno tangibile?
Dando spazio alla storia d’impresa, parlando al cuore prima che alla ragione, tendendo una mano al lettore per renderlo protagonista e creare ammirazione, prima e un legame di appartenenza, poi. In pratica, creare un impatto, concreto e duraturo, sulla reputazione attraverso uno strumento di comunicazione fruibile e godibile – anche con l’apporto di materiali audio e video – ma senza chiacchiere e autoreferenzialità, affinché non rimanga chiuso e abbandonato in qualche cassetto dimenticato (come di frequente accade per i bilanci di sostenibilità).
L’obiettivo è rendere la storia d’impresa un documento che sappia comunicare al pubblico, da promuovere anche nelle biblioteche universitarie come modello di studio per la classe dirigente del futuro.
Senza la partecipazione consapevole e attiva del pubblico la trasformazione sostenibile del modo di produrre, consumare, lavorare e consumare sarà molto lenta.
Diverse indagini hanno dimostrato che il bilancio di sostenibilità non è stato, non è, e non sarà in grado promuovere la cultura della sostenibilità diffusa ed essere determinante nella valutazione reputazionale dell’impresa che lo redige.
La storia fulcro della rendicontazione di sostenibilità
Il cittadino, infatti, benché sia oggi più che mai incline ad apprezzare i valori della sostenibilità, non legge i bilanci che li rendiconta, perché restano documenti tecnici poco accessibili. Non comunicano la giusta consapevolezza e non influenzano le scelte di acquisto consapevoli e gli stili di vita responsabili.
Dunque, come colmare questa lacuna? Come comunicare meglio, dare un vantaggio immediato e creare nuova fiducia e maggiore consenso?
Servono emozioni, in maniera attrattiva e coinvolgente.
Il modo più efficace per comunicare credibilmente il valore dell’impresa è raccontare la sua storia come parte della storia del Made in Italy, evidenziandone il percorso di lavoro senza macchie, animato da sana ambizione, coraggioso e appassionato, coerente con l’interesse generale, attento all’equità e alla coesione sociale, al rispetto del bene comune con una condotta integra. In definitiva il contributo allo sviluppo del Paese e del benessere generale. La storia d’impresa è concreta e documentata, quindi sincera e reale; terreno fertile per una reputazione resiliente.
Schema per una storia d’impresa
Mutuando un concetto espresso da Benedetto Croce «Qual è il carattere di un popolo? La sua storia: tutta la sua storia e nient’altro che la sua storia» possiamo affermare «Qual è il carattere di un’azienda? La sua storia: tutta la sua storia e nient’altro che la sua storia».
Dall’analisi di 56 storie d’impresa abbiamo definito i 10 punti salienti che mai dovrebbero mancare, ovviamente sempre in riferimento a quanto l’impresa stessa può raccontare con concretezza.
1 – Come è nata, quando, perché, l’ambizione generativa, il modello di business
2 – Il fondatore, lo staff, il carattere distintivo e il vantaggio competitivo ipotizzato
3 – La visione, la ragion d’essere, i valori da affermare, i principi di sostenibilità
4 – L’evoluzione e il percorso di crescita, eventi particolari, riconoscimenti, scenari
5 – Problemi affrontati, cambiamenti e adattamenti, l’innovazione
6 – I personaggi e gli interpreti determinanti, cambi generazionali
7 – Il rapporto con i dipendenti, responsabilità sociale
8 – Cura del mercato, della rete commerciale, dei fornitori e dei clienti
9 – Fotografie di persone, luoghi ed eventi, grafiche, etichette/marchi, link a video
10 – Obiettivi raggiunti e da raggiungere, dediche, dichiarazioni, interviste
HERITAGE MARKETING
L’Heritage Marketing consiste nell’attività di valorizzazione e comunicazione del patrimonio storico e culturale d’impresa, inteso come insieme di documenti, immagini, attestati, esperienze, risultati ed episodi significativi del percorso di evoluzione, dalla fondazione in poi.
Archivi materiali ed immateriali, finalizzati a definirne il valore costruito nel tempo, fattori della distintività e della concretezza che costruiscono e organizzano la cultura imprenditoriale capace di creare esempi, tracce positive, intuizioni e soluzioni che costruiscono una identità solida.
La reputazione che mette radici in una storia d’innovazione, di condotta integra, costruita nel rispetto condiviso e improntata alla costruttività con gli stakeholder, è la base della competitività e della costanza nella crescita.
Affrontare il futuro contando su un asset strategico come il patrimonio storico-culturale è oggi più che mai una forza da valorizzare, dati i tempi d’incertezza, imprevedibilità e instabilità. Tempi anche oscurati da falsità e bugie, talvolta anche organizzate dagli incantesimi del marketing.
La storia d’impresa è un asset di competitività perché la tradizione è patrimonio unico e irripetibile, inimitabile, motivo di orgoglio, leva di cambiamento e di ambizione.
Il marketing deve rigenerarsi dopo i guasti causati dai vari washing, l’uso improprio e spregiudicato dei temi ESG manipolati con astuzie retoriche o basate su distorsioni cognitive. Non si possono decretare caratteristiche superiori senza supporto scientifico, oggi è fuorilegge.
È ormai irrinunciabile descrivere e garantire, in maniera chiara e sistematica, le caratteristiche principali del prodotto, quali: la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l’esecuzione, la composizione, le caratteristiche ambientali o sociali, gli accessori. Gli aspetti relativi alla circolarità, quali: la durabilità, la riparabilità o la riciclabilità, l’assistenza post-vendita al consumatore e il trattamento dei reclami, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, la consegna, l’idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l’origine geografica o commerciale; infine i risultati che si possono attendere dal suo uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sul prodotto.
L’Heritage Marketing ci riporta con i piedi per terra e ci offre la possibilità di attingere ai risultati raggiunti, alle promesse mantenute, ai valori consolidati per dare concretezza alla comunicazione ESG e, anche, garantire una reputazione meritata.
I fatti che costruiscono la storia di un’impresa sono reali, quindi credibili e coinvolgenti, attestano un passato solido, una personalità strutturata, una identità autentica.
Non c’è rischio di doversi rintanare nel green hushing, nel silenziare le attività ESG come difesa preventiva. La storia d’impresa, come baricentro del bilancio di sostenibilità, testimonial di rispetto per il futuro, è il terreno
fertile per la costruzione del rapporto di fiducia con i consumatori e con tutti gli stakeholder.
MULTICANALITÀ INTEGRATA
Promuovere e valorizzare la storia, la visione, la missione dell’impresa e il suo impegno per il futuro è oggi fondamentale per potersi dimostrarsi solida, per bene, lungimirante e generosa, cioè sostenibile. Presentarsi come Impresa impegnata nella evoluzione sostenibile potenzia la reputazione e apre nuove opportunità di mercato.
Farsi apprezzare come attività sostenibile presso i Consumatori non è facile. Dimostrare con immediatezza la Sostenibilità d’Impresa serve a fornire informazioni che il mercato apprezza con crescente interesse; il fatto che sia un requisito sempre più apprezzato non può comportarne la strumentalizzazione con superficialità; l’uso improprio o l’abuso con una comunicazione talvolta fallace (diciamo anche ingannevole) rischia di oscurarne la vera portata e inflazionarne il significato.
La comunicazione, intesa come sistema multicanale integrato, ha questo obiettivo: con una narrazione accessibile, semplice e sintetica, estrae, dal Bilancio/Report di Sostenibilità e da ogni altra letteratura aziendale, le informazioni che più interessano i Consumatori, affinché possano essere divulgate con facilità, immediatezza ed efficacia. Il filo conduttore non deve essere autoreferenziale e autoincensante ma capace di generare speciale fiducia; mettendo in luce come l’impresa opera, raggiunge il profitto, si posiziona e si relaziona, potenzia la reputazione; promuove e valorizza i valori esistenti, concretizzandoli in maniera più trasparente e attraente, che divulga un’informazione credibile, misurata e autentica.
Più canali più opportunità
Non esistono più consumatori fedeli; ogni occasione è buona per cambiare marca, prodotto ed esigenza. L’innovazione obbligata dalle mode che cambiano velocemente va gestita. Importante è tenere sempre attivi i contatti con tutti gli stakeholder, aggiornandoli, approfondendoli, così da proporre beni e servizi sempre al passo con i tempi, attrattivi e coinvolgenti, per motivare i clienti.
Il principio base è la conquista di una rapporto personalizzato a cui garantire innovazione e approfondimenti delle esperienze; in pratica capire gli scenari e interpretare i trend, individuando tempi, metodi e percorsi adatti.
Lo strumento cardine è l’organizzazione sistematica delle informazioni tratte da ogni canale disponibile, partendo da quelli proprietari, potenziate dalla ricerca e dall’interazione “social”. L’immagine dell’impresa deve dare una percezione coerente e viva dei valori aziendali e della missione trasparente, tale da attrarre prima, rassicurare e fidelizzare poi, il cliente ingaggiato nella maniera più duratura (controllabile) nel tempo.
Il pensiero laterale
L’AI è naturalmente funzionale alla individuazione costante delle frecce che aprono le porte al cuore dei consumatori target, per poi ingaggiarli nella community. L’obiettivo, infatti, non è solo fornire il servizio che serve, è anche prevenire le esigenze che evolvono, avviare i processi che occorrono per non trovarsi impreparati: posizionarsi avanti, oltre i luoghi comuni e le logiche consolidate.
Importante è individuare, a vantaggio della comunicazione, le attività ritenute più rilevanti per il consumatore (utilità, convenienza, vantaggio, personalità…) in modo da inquadrare meglio le aspettative che in genere sottostanno alle scelte di acquisto e determinano la soddisfazione che ne consegue. Utile per cogliere spunti innovativi, anche nascosti nel “pensiero laterale”, nel sentiment inespresso dei Consumatori.
Un prodotto/servizio sostenibile crea fedeltà!
Fondamentale la multicanalità: media, social, direct mailing, interazione professionale continua, eventi di coinvolgimento, personalizzazione del rapporto, podcast, video, tutorial, interviste.
Il segreto è “appostarsi” ovunque si possa intercettare l’attenzione del cliente, acquisito o potenziale; in maniera garbata, in più formati, su diverse tematiche; essenziale la leggerezza e la concisione, siamo in tempi dove il tempo per l’attenzione diminuisce di continuo.