Panguaneta nasce nel 1960 a Sabbioneta, in provincia di Mantova, città oggi patrimonio mondiale dell’Unesco. Il nome stesso racconta un’origine legata al fiume Po: Panguaneta era un paese rivierasco sommerso quando il corso del Po cambiò. Da quell’evento, due giovani, Giuliano Azzi e Antonio Tenca, decisero di ricostruire da zero. E lo fecero puntando su una materia prima umile e tipica della Bassa mantovana: il legno di pioppo. Nata come piccola realtà a conduzione famigliare, Panguaneta è oggi leader in Italia e in Europa nella produzione di compensati di pioppo ed è giunta alla terza generazione. La crescita è stata costante e guidata da una forte capacità di innovare i processi produttivi e di anticipare le esigenze dei mercati. Dagli anni ’60, quando l’azienda serviva principalmente edilizia e arredamento in Italia, si è passati negli anni ’70 all’espansione in Germania e Medio Oriente e all’introduzione di pannelli placcati e truciolari di pioppo. Negli anni ’80 la gamma si amplia ulteriormente verso automotive, design e arredamento e nasce l’Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia, dedicata alla coltivazione e sperimentazione del pioppo per uso industriale. Un gesto che unisce tradizione e visione: quei terreni furono intestati alle mogli dei fondatori, continuando la secolare consuetudine della Bassa Mantovana di tramandare la terra come valore e garanzia per la famiglia. Con l’ingresso della seconda generazione negli anni ’90 si consolida la leadership e si rafforza la filiera attraverso collaborazioni strategiche con i principali pioppicoltori italiani. Il nuovo millennio porta le sfide della globalizzazione e l’apertura ai mercati extra-europei, insieme a un impegno sempre più deciso verso la qualità certificata e la sostenibilità. Negli anni 2010 gli investimenti si concentrano sull’ammodernamento degli impianti e sull’autonomia energetica, con la realizzazione di una centrale termica a biomassa. Nel 2020, in occasione del 60° anniversario, Panguaneta conferma la sua direzione: crescita industriale e responsabilità ambientale, con l’obiettivo della Carbon Neutrality e di una piena economia circolare.
Per Panguaneta la sostenibilità non è un’aggiunta, ma il modo stesso di fare impresa, un percorso che unisce ambiente, persone e governance in un unico progetto.
Ambiente. L’intera attività ruota attorno a una materia prima rinnovabile e locale. La gestione responsabile del pioppo è garantita dalle certificazioni FSC® e PEFC, che attestano la provenienza da foreste e piantagioni gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Questo impegno inizia nei campi dell’Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia, che dal 2006 coltiva i pioppeti seguendo i protocolli FSC e contribuisce in modo determinante al mantenimento del paesaggio fluviale padano. A livello industriale, Panguaneta ha ottenuto la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, EPD, che analizza l’intero ciclo di vita del compensato e ne misura gli impatti. Anche la certificazione tedesca Blauer Engel testimonia l’attenzione alla salvaguardia ambientale dei prodotti. Sul fronte energetico, l’investimento nella centrale a biomassa rappresenta un passo concreto verso l’autosufficienza da fonti rinnovabili.
Sociale. Panguaneta è un’azienda profondamente radicata nel territorio. La fabbrica, le maestranze e l’intera filiera di fornitori sono parte di una comunità in cui l’azienda lavora per generare valore condiviso. La responsabilità sociale d’impresa si traduce nel rafforzare il senso di appartenenza ai valori aziendali, nel sostenere progetti per le persone e nel garantire continuità occupazionale ed economica al contesto locale. È un legame che va oltre il rapporto fornitore-cliente: è la cura di un ecosistema produttivo e umano costruito in oltre 60 anni.
Governance. La trasparenza è al centro del modello di gestione. Nel 2021 Panguaneta ha scelto di certificare il proprio primo Bilancio di Sostenibilità con DNV, adottando standard internazionali per garantire rigore e coerenza nella comunicazione delle proprie performance. La partecipazione attiva a tavoli tecnici internazionali e il confronto continuo con gli stakeholder testimoniano una governance aperta, che considera le buone pratiche industriali uno strumento per contribuire all’equilibrio ecologico globale. Innovare prodotto e processo, rispettando l’ambiente e le persone, è la direttrice che guida le scelte strategiche dell’azienda da tre generazioni.